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myfisite
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Progresso

Messaggio: # 15978Messaggio myfisite
sab 13 nov 2021, 19:37

In un mondo dove lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole, la prospettiva storica aiuta a porre termini come "progresso" in una prospettiva più sana ed equilibrata. Mi è capitato sotto mano un articolo di High Fidelity Magazine del 1958 che analizza in modo ironico e disincantato, già allora, la rincorsa verso traguardi tecnici che parevano, a un primo sguardo, definitivi ed epocali; poi regolarmente superati da nuovi paradigmi innovativi verso un costante miglioramento apparentemente senza limiti. Sulla rivista Wireless World nel 1934 venne presentato in modo trionfale un nuovo amplificatore a valvole descritto in questo modo: "le prestazioni di questo apparecchio sono di livello talmente alto che molto difficilmente verranno superate in futuro". Esibiva una potenza di uscita di 4 Watt, una risposta in frequenza da 20 Hz a 10 KHz +/- 4 dB e una distorsione definita come "impercettibile". Ma la storia si ripetè quando la stessa Wireless World pubblicò nel 1947 il circuito Williamson che, dissero, avrebbe costituito "il punto di arrivo finale della ricerca nel campo dell'amplificazione". Venne affermato con sicurezza che 12 Watt erano più che sufficienti per un ascolto domestico e che la distorsione di intermodulazione era inferiore a 0,27%, senza ulteriori commenti perché bastava il prefisso "zerovirgola" per definire il livello assoluto della prestazione. Tutto finito? No, solo dopo pochi anni, nel 1952 venne presentato lo schema ultralineare e, nonostante le misure tecniche non fossero poi così superiori rispetto agli apparecchi precedenti, fu scritto "autorevolmente" che aveva un suono migliore e che avrebbe dovuto, perciò, sostituire gli apparecchi precedenti. E avanti così fino a raggiungere in pochi anni amplificatori con potenza di 100 Watt che avrebbero dovuto essere, sulla carta, molto migliori del vecchio Williamson da 12 Watt. Ricordo che stiamo parlando di un articolo scritto nel 1958 il cui autore, Arthur Wayne un curioso ingegnere/pianista, aveva già individuato e sottolineato con toni ironici, non disgiunti da una certa critica tecnica, che l'evoluzione nel campo della riproduzione audio presentava aspetti per certi versi incoerenti. Probabilmente non si stupirebbe di scoprire che c'è gente nel 2021 che reputa si sia raggiunto l'apice del campo della progettazione audio nella Germania degli anni settanta/inizio anni ottanta.

Immagine
Marco A.

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