Passione Alfa Romeo

Dove fare quattro chiacchiere al di la dell'audio - Off-topic
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pasgal
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Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10464Messaggio pasgal
mer 18 dic 2019, 14:23

fantabaffo ha scritto:
mer 18 dic 2019, 12:23

Alfa Romeo (my major passion) was born in France, and in the '60s Alfa Romeo produced Renault Dauphine and R4 in Portello factory; AR went to France again in 1982 in order to create the spot for the '82s product portfolio, over a mountain airport in Courchevel.
Alessio, perdona l'off topic, ma vorrei sapere, da un Alfista, dove nasce questa passione. Per la mercedes, o la bmv, non esistono appassionati, la Alfa ha sempre avuto grandissimi appassionati, ma da cosa o chi proviene questa passione?
Pasquale

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fantabaffo
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10465Messaggio fantabaffo
mer 18 dic 2019, 16:51

pasgal ha scritto:
mer 18 dic 2019, 14:23
fantabaffo ha scritto:
mer 18 dic 2019, 12:23

Alfa Romeo (my major passion) was born in France, and in the '60s Alfa Romeo produced Renault Dauphine and R4 in Portello factory; AR went to France again in 1982 in order to create the spot for the '82s product portfolio, over a mountain airport in Courchevel.
Alessio, perdona l'off topic, ma vorrei sapere, da un Alfista, dove nasce questa passione. Per la mercedes, o la bmv, non esistono appassionati, la Alfa ha sempre avuto grandissimi appassionati, ma da cosa o chi proviene questa passione?
La domanda, Pasquale, è assolutamente pertinente e tocca una caratteristica incontestabile dell'Alfa Romeo. Merita una risposta un filo articolata: se i moderatori provvedono a spostare i post in un nuovo argomento (per evitare di essere palesemente OT) poi ti dirò il mio punto di vista ;)
Alessio

pasgal
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10466Messaggio pasgal
mer 18 dic 2019, 16:55

Vai Ale!
Pasquale

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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10473Messaggio fantabaffo
gio 19 dic 2019, 18:18

La domanda che fai, Pasquale, è una domanda che spesso viene posta e che viene talvolta declinata in un altro modo, senza alterarne però l'essenza, ovvero:
"Come mai l'Alfa Romeo è l'unica casa automobilistica che porta in dote persino un aggettivo ("alfista") per definire i propri appassionati?"
Posto che da qualche lustro ormai siamo soliti definire in egual modo i "ferraristi", rimane però evidente che Alfa Romeo per prima in assoluto, ed unica tra le case di grande produzione, vantava questo approccio appassionante degli acquirenti (ed anche di tanti non acquirenti) tanto da averli visti generare un neologismo per contraddistinguerli.

Dunque, perché l'Alfa Romeo?
La risposta è semplice: la storia. E ciò che ora è storia, un tempo è stato un presente unico ed ineguagliato, costruito nel periodo compreso tra le due grandi guerre, grazie ad un palmares sportivo eccezionale, alla produzione di modelli di altissimo artigianato, tecnologicamente avanzatissimi, esteticamente invidiati e costruttivamente ineccepibili. Nessuno poteva vantare tanto. Per chi non lo sapesse, la Scuderia Ferrari era una delle divisioni corse dell'Alfa Romeo, fino a quando nel secondo dopoguerra Enzo Ferrari riuscì ad approfittare furbescamente della situazione post-bellica per impossessarsi del marchio e mettersi in proprio. Inutile specificare che ci sono Alfisti che non amano la figura di Enzo Ferrari, ma questo è un altro discorso.
Nonostante ciò l'"Alfismo" è scoppiato successivamente, ovvero quando questa azienda dei sogni ha deciso di evolversi e di percorrere la carriera industriale, una volta conclusasi la Seconda Guerra Mondiale ed all'inizio della motorizzazione di massa dell'Italia.

Un breve cenno storico.
Le nuove Alfa Romeo (La 1900 nel 1950, la Giulietta sprint nel 1954, dotata del primo motore di produzione al mondo interamente in lega di alluminio con doppio albero a camme in testa e canne cilindri riportate "in umido", la Giulietta berlina nel 1955) crearono nel panorama automobilistico ciò che di fatto non esisteva, ovvero delle automobili che molte persone dei ceti sociali medi si potevano permettere, ma che di fatto erano poco meno che auto da corsa, seppur declinate per l'uso familiare.
Il 1962 porterà la Giulia, l'auto "disegnata dal vento", la quale di fatto marcò un nettissimo solco rispetto alla concorrenza: nessuna automobile che non fosse una fuoriserie poteva stare al suo passo, la Giulia era un punto di riferimento assoluto: 190Km/h effettivi quando le auto più comuni arrivavano a 110 ed i 160 erano appannaggio delle auto sportive; non parliamo della tenuta di strada, che la rese (nelle versioni Giulia GT) regina delle gare di granturismo.
Nel 1972 nascono le ultime vere Alfa Romeo.
L'Alfasud, figlia di un lungimirante ed imitato piano che, per contrastare le forti migrazioni verso Nord in cerca di lavoro, portò al Sud lo stabilimento produttivo, svolgendo per la prima volta un grande ruolo economico-sociale.
L'Alfetta, l'Alfa Romeo (usando le parole di Quattroruote del Luglio 1972) "più rivoluzionaria presentata dall'Alfa dalla fine della guerra", la cui meccanica era "avanti 10 anni" rispetto alla concorrenza; QR si sbagliò di poco, visto che la meccanica Alfetta sopravvisse pressoché invariata fino al '93, ed andò in pensione con un palmares importante di vittorie di Granturismo (ad opera dell'Alfa 75).

Ma tutto questo, per quanto sensazionale, forse ancora non basta a spiegare cosa sia l'Alfa Romeo per qualsiasi appassionato di auto, anche per quelli che non amano le Alfa.
L'Alfa fu una delle aziende gestite dall'IRI a partire dal 1933, e fu tra le poche che attraversò il secondo dopoguerra con un piano industriale dai grandi investimenti, ma con i conti sani fino al 1974.
Come fu possibile questo? Semplicemente, l'Alfa vantava tra le proprie fila dei grandi tecnici e dei grandi uomini, e non si trattò solo di fortuna: questa azienda faceva innamorare chi poteva avvicinarla e capirla. Tra le persone che fecero grande l'Alfa vanno nominati svariati tecnici (tra tutti, Orazio Satta Puliga, Giuseppe Busso, Rudolf Hruska), ma chi più di tutti la portò fino alla consacrazione del mito fu Giuseppe Eugenio Luraghi: presidente di Finmeccanica del gruppo IRI dal 1951, curò Alfa Romeo fin da allora, e tra varie vicissitudini ne divenne presidente nel 1960. Uomo di grande cultura, dalle grandissime capacità amministrative e strategiche, scrittore ed appassionato di letteratura, uomo umile ed integerrimo, portò l'Alfa Romeo a costruire prima il nuovo stabilimento di Arese (entrato in funzione nel '63) e pochi anni dopo, sfidando le ingerenze politiche di Fiat che non voleva concorrenza in casa, creò lo stabilimento Alfasud a Pomigliano d'Arco.
Fu il 1974 l'anno in cui, dopo altri tentativi, il CdA sempre più politicizzato sfiduciò Luraghi per far posto a nuovi manager scelti da diversi politici del tempo, che portarono Alfa Romeo al tracollo in pochi anni: venne usata come una grande mangiatoia a scopi elettorali, come accadde a tante altre aziende di stato. Molti progetti magnifici, giunti a stadi più o meno avanzati di realizzazione, vennero cassati: solo per citarne alcuni, un motore Boxer 2.000cc tutto nuovo che già girava al banco in 2 esemplari, una coupè supersportiva con motore V10 di 3.5 litri (i cui schemi di base furono poi ripresi anche dalla stessa ferrari), una nuova serie di berline di classe media e medioalta con motore longitudinale inclinato di 90° e trazione anteriore-integrale, le testate Twin Spark a 3 ed a 4 valvole per cilindro ( i cui prototipi mai posti in produzione sono finiti nei garage di alcuni facoltosi appassionati). Ciò tuttavia non impedì ad Alfa Romeo di regalare alcuni superbi colpi di coda poco prima dell'acquisizione da parte di Fiat, datata Ottobre 1986: parlo di Alfa 33, Alfa 75 ed SZ (invero, commercializzata già in era Fiat ma sulla base della 75 IMSA da competizione).

Tutta questa storia avvincente riassunta in poche righe ancora non ci dà il senso di una casa tanto grande. Potrei allora parlare di una coerenza di prodotto addirittura imbarazzante, che portò ogni singola Alfa Romeo a non perdere mai di vista l'obiettivo di essere un'automobile che si lascia guidare velocemente da chiunque, che non ha paura a tenersi dietro qualsiasi altra auto, che ha il coraggio di sacrificare certe caratteristiche in luogo della propria sostanza e della propria natura. Esempi? L'Alfetta aveva una meccanica così raffinata e sofisticata che per renderla abbordabile vennero portate in secondo piano caratteristiche come le finiture, o le finezze di apparenza: quello che contava era avere la miglior meccanica del mondo su un'auto di grande produzione, il resto erano dettagli; altro aneddoto, le Alfa finirono per essere (seppur abbastanza spaziose) più piccole delle concorrenti come misure di passo e carreggiata, e questo venne ottenuto costantemente dal reparto tecnico ricorrendo ad ogni tipo di sotterfugio, in quanto la parte di marketing spingeva invece per automobili più grandi e comode: la scusa più usata era quella del contenimento dei consumi, mentre le misure delle nostre amate erano quelle che il reparto tecnico riteneva le più idonee per una guida sportiva efficace ed appagante, e perciò degne di essere difese con i denti.

Insomma, succedeva che un Alfista cambiava un'Alfa Romeo solamente con un'altra Alfa Romeo, qualunque essa fosse, certo di ritrovarvi le stesse caratteristiche di eccellenza tecnica e di guida, magari amplificate nei nuovi modelli dall'avanzamento tecnologico.
Poco importava se le Mercedes avevano un divano posteriore più accogliente, una carrozzeria indistruttibile ed una costruzione migliore, se il cambio ZF delle BMW era più preciso e delicato, se la Lancia Flavia era brillante, comoda e costruita in modo perfetto, se la Citroen GS era avveniristica e più moderna; era irrilevante che il brontolio soffuso del motore bialbero milanese fosse zoppicante al minimo e disturbasse la signora o l'amico seduti sul sedile passeggero; era assolutamente secondario che le Alfette e Giuliette ogni tanto rispondessero con sonore grattate all'inserimento della seconda marcia, o che i registri automatici del freno a mano smettessero spesso di funzionare: mettersi alla guida di una Giulia o di un'Alfetta regalava QUELLE emozioni che nessun'altra automobile al mondo poteva dare.
Ammetto che è così ancora adesso.

"Quando vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello." Henry Ford
"All'Alfa sanno fare i guanti alle mosche." Enzo Ferrari
"Se non ha difetti non è un'Alfa Romeo." Jeremy Clarkson

"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. Ci sono molte marche di automobili, e tra esse l'Alfa occupa un posto a parte. È una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. È un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore.“ Orazio Satta Puliga
Alessio

pasgal
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10474Messaggio pasgal
gio 19 dic 2019, 21:56

Ma grazie Alessio. Che tempi quelli di una volta. Oggi, quella nuova Alfa pensi sia progettata se non del tutto, almeno in gran parte, allo stile.di una volta, ossia la meccanica a discapito dell'aspetto?

L'Alfa 33 è stata una macchina che mi affascinava, ci ho viaggiato, così come la Saab 9000 o 900 ora non ricordo, ma che auto...
Pasquale

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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10488Messaggio iopoipoi
sab 21 dic 2019, 0:41

Non sapevo fossi Alfista Alessio, anch’io nel mio piccolo!!

E non sai il dolore di questi ultimi tempi dopo la breve speranza del penultimo piano..
Marco

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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10489Messaggio BUZZ78
sab 21 dic 2019, 7:45

I would like to own one day a spider... the duetto!

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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10516Messaggio andreamilano
lun 23 dic 2019, 9:43

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Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Andrea

Filippo
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10520Messaggio Filippo
lun 23 dic 2019, 11:45

andreamilano ha scritto:
lun 23 dic 2019, 9:43
IMG_20191125_164250.jpg
Non ho capito se la scritta sotto l'immagine sia copiata insieme all'immagine o se davvero la stai restaurando tu Andrea.....

andreamilano
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10526Messaggio andreamilano
lun 23 dic 2019, 14:52

Foto e didascalia mia. ;)
Andrea

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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10527Messaggio iopoipoi
lun 23 dic 2019, 15:06

Spettacolooo, devo passare Andreaaaa
Marco

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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10555Messaggio fantabaffo
mar 24 dic 2019, 14:37

pasgal ha scritto:
gio 19 dic 2019, 21:56
Ma grazie Alessio. Che tempi quelli di una volta. Oggi, quella nuova Alfa pensi sia progettata se non del tutto, almeno in gran parte, allo stile.di una volta, ossia la meccanica a discapito dell'aspetto?

L'Alfa 33 è stata una macchina che mi affascinava, ci ho viaggiato, così come la Saab 9000 o 900 ora non ricordo, ma che auto...
Le nuove Alfa sono a volte ottime auto, ma non conservano nulla di ciò che è stata l'Alfa Romeo.
Non disprezzo i termini di origine anglosassone, gli inglesi parlerebbero di know-how, ma stavolta questo termine è riduttivo: quello che è stato perso e non tornerà più dell'Alfa Romeo è la Cultura Aziendale, spenta insieme alle luci del Centro Tecnico e del Centro Direzionale, e rasa al suolo insieme agli edifici e ad i macchinari degli stabilimenti del Portello e di Arese. L'Alfa non esiste più se la intendiamo come quel modo di concepire l'automobile. Rimangono tante buone automobili a marchio Alfa, ma se vogliamo ben vedere dobbiamo ammettere che (pur molto diversa) l'attuale BMW si avvicina più alla vecchia Alfa di quanto la nuova Alfa non faccia.
andreamilano ha scritto:
lun 23 dic 2019, 9:43
IMG_20191125_164250.jpg
Ma che novità magnifiche Andrea! Ci sarà modo di rivederci e così mi racconterai meglio :)
iopoipoi ha scritto:
sab 21 dic 2019, 0:41
Non sapevo fossi Alfista Alessio, anch’io nel mio piccolo!!

E non sai il dolore di questi ultimi tempi dopo la breve speranza del penultimo piano..
Già, io purtroppo ho perso le speranze già diverso tempo fa, quando i macchinari in grado di produrre quello che è stato definito "il migliore 6 cilindri del mondo" sono stati barbaramente distrutti dalle ruspe...quando altre Case, con un valore storico e tecnico decine di volte inferiore, sono invece gelose della loro pur esile storia.
Alessio

iopoipoi
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10567Messaggio iopoipoi
mar 24 dic 2019, 21:22

Quanta verità Alessio, l’Alfa condensa al meglio lo spirito italico secondo me, sotto tanti punti di vista

Il busso me lo sogno di notte, quando potrò mi prenderò un gtv 3.0

Anche se vorrei davvero una 75 sempre Busso
Marco

iopoipoi
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10568Messaggio iopoipoi
mar 24 dic 2019, 21:25

Io il piano Marchionne lo appoggiavo in pieno, ma ora con i francesi è tutto finito davvero

Con Renault e De Meo in arrivo sarebbe stato diverso, ma ora credo che dismetteranno tutto davvero

La Tonale su pianale compass..quando hai il Giorgio che è uno spettacolo..mah
Marco

iopoipoi
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Re: Passione Alfa Romeo

Messaggio: # 10569Messaggio iopoipoi
mar 24 dic 2019, 21:26

He tristezza
Marco

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