La radio Heinzelmann e altre storie

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Filippo
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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12716Messaggio Filippo
mer 9 set 2020, 9:19

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BUZZ78
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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12717Messaggio BUZZ78
mer 9 set 2020, 13:22

I love this topic...If you can share a feedback of the listening of this legacy’s speakers it would be great !

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12720Messaggio myfisite
mer 9 set 2020, 19:51

Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno la pazienza di seguire questo riassunto a puntate sulla storia dei diffusori Grundig. Questa piccola e modesta ricerca è il mio personale tributo a quei progettisti geniali di cui non sappiamo neppure il nome. Non potendo ricostruire le loro vicende personali sto cercando almeno di mantenere viva la memoria del loro lavoro e mostrarne l'evoluzione verso traguardi tuttora assoluti. Un po' come stupirsi che nel '69 gli uomini riuscirono ad andare sulla luna mentre oggi non paiono essere più in grado. Un modo insomma per dire un grosso grazie e mandare un abbraccio a quegli uomini straordinari che lavorarono in Grundig. Perché la loro memoria non si perda.
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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12721Messaggio myfisite
mer 9 set 2020, 20:00

BUZZ78 ha scritto:
mer 9 set 2020, 13:22
I love this topic...If you can share a feedback of the listening of this legacy’s speakers it would be great !
Yes, it would be great to have some listening notes of these speakers but unfortunately I don't own them. I am just collecting photos and informations from the web.
Marco A.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12732Messaggio myfisite
ven 11 set 2020, 21:58

Come già stavamo dicendo, i cataloghi dei primi anni '70 presentano diverse sorprese: Grundig ha investito molte risorse in un progetto ambizioso, una linea di prodotti che avrebbero voluto rivoluzionare la riproduzione audio in ambito domestico ma che purtroppo non incontrerà il successo commerciale sperato. Stiamo parlando del 4D-Stereo, un sistema a quattro canali che prende ispirazione e sviluppa ulteriormente quel principio del suono omnidirezionale che, come abbiamo visto, aveva sempre incontrato il favore dei progettisti tedeschi. I prodotti 4D-Stereo comprendono sia amplificazioni dedicate che diffusori nati specificamente per ricreare un ampio campo acustico in cui avvolgere l'ascoltatore. La foto riportata qui di seguito mostra che il sistema è composto da due diffusori frontali omnidirezionali e due posteriori che cercano di simulare delle sorgenti puntiformi. Presentano uno studio attento dei fenomeni diffrattivi combinando il design e la scelta dei materiali con una precisa funzione acustica; inoltre per cercare di ridurre il più possibile l'influenza dovuta alla forma del cabinet vengono scelte forme sferiche. Data la particolarità di questi diffusori, ne parleremo in modo più dettagliato la prossima volta.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12759Messaggio myfisite
lun 14 set 2020, 21:26

Presentati nel 1970 e resi disponibili l'anno seguente, gli Audiorama 7000 sono il risultato di grossi investimenti in casa Grundig. Il prezzo di vendita è molto più alto degli altri modelli della casa come a indicare che si vuole stabilire un nuovo riferimento di mercato. Queste sfere dal design ricercatissimo per l'epoca montano ciascuna quattro woofer da 142 mm e otto tweeter a cono da 88 mm tagliati a 3500 Hz. Il comportamento polare è stato studiato approfonditamente per fornire un'emissione omnidirezionale cercando di simulare una sorgente puntiforme. I materiali utilizzati denotano una costruzione senza badare a spese e lo stesso vale per i satelliti posteriori HiFi-Box 210 che possono essere usati su un supporto oppure appesi al soffitto. Hanno un piccolo tweeter a cupola tagliato a 4500 Hz montato coassialmente davanti al woofer, riprendendo il concetto già visto nelle radio dei primi anni '50.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12779Messaggio myfisite
mer 16 set 2020, 22:17

Una ulteriore novità dei cataloghi dei primi anni '70 è l'introduzione di cabinet per diffusori in materiale plastico. Certamente, in quel periodo, la plastica era un materiale moderno e alla moda che comportava un certo risparmio nei confronti del legno ma non si deve cadere nell'errore di valutare che in Grundig venne usato in modo approssimativo perché, in fondo, veniva impiegato solo nei modelli più economici a due vie. Come da tradizione della casa, mantennero l'impegno di ottenere la migliore qualità possibile anche con questo nuovo materiale che dava oltretutto l'occasione di sperimentare quelle forme arrotondate che, ormai è evidente, apparivano sempre più interessanti ai progettisti Grundig per risolvere diversi problemi dovuti alla diffrazione. Ora vediamo le immagini di una pagina del catalogo del '72 che comprende due modelli con cabinet in plastica, il Box 203 e il tondo Box 208. Di quest'ultimo abbiamo anche una foto senza veli. Invece per i dettagli della Box 203 rimando al sito di radiomuseum.

https://www.radiomuseum.org/r/grundig_h ... x_203.html

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Messaggio: # 12780Messaggio myfisite
gio 17 set 2020, 22:25

Oggi vorrei confrontare la produzione di diffusori Grundig dei primi anni '70 con quella di un vicino concorrente. Potete vedere un estratto dal catalogo Grundig del 1972 e, a seguire, una pagina del contemporaneo catalogo Philips; vi accorgerete immediatamente della differenza. Da notare la incredibile varietà di forme, modelli, materiali utilizzati, finiture, tipologie di emissione acustica, diversi approcci alla risoluzione dei problemi, dinamismo produttivo dei diffusori Grundig. Guardando il catalogo Philips mi vengono invece in mente termini come staticità, incapacità di uscire dagli schemi prefissati, unica direzione progettuale, ristrettezza di idee. Mi pare un'immagine abbastanza eloquente di come Grundig avesse veramente una marcia in più.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12783Messaggio myfisite
ven 18 set 2020, 21:43

A partire dal 1973 l'evoluzione dei prodotti Grundig diventa rapidissima. I modelli di diffusori, a volte a distanza di pochi mesi, subiscono modifiche e affinamenti che mostrano una comprensione sempre più accurata dei fenomeni acustici. Improvvisamente scompaiono dal catalogo tutti quei prodotti con configurazioni multiple di tweeter sullo stesso pannello come se qualcuno si fosse accorto improvvisamente che presentavano evidenti compromessi di emissione polare. Vengono sviluppati in casa nuovi tweeter e anche midrange a cupola per i progetti a tre vie. È evidente un'attenzione sempre maggiore ai fenomeni diffrattivi e di dispersione al fine di un migliore controllo della risposta in frequenza in ambiente. Sono evidentemente in corso delle ricerche ad altissimo livello nei laboratori Grundig le cui ricadute beneficiano tutta la produzione di diffusori. Quello che impressione è la rapidità con cui si affinano le soluzioni. Vedremo diversi esempi ma ora volevo lasciare spazio a questo ingegnere coi baffi che per la prima volta compare su un catalogo del 1973 ma è presente ancora nel 1977. Sul banco si vede un altoparlante appena testato.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12785Messaggio Gianfranco
ven 18 set 2020, 21:59

Per me il genio che cerchiamo è lui! Ha l'aria di quello che 'sa'... :D
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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12787Messaggio myfisite
sab 19 set 2020, 22:26

Gianfranco ha scritto:
ven 18 set 2020, 21:59
Per me il genio che cerchiamo è lui! Ha l'aria di quello che 'sa'... :D
Se è lui, dalle foto pare piuttosto giovane. Mi verrebbe da pensare che non lavorasse in Grundig da molti anni, forse cominciò nel '68 o '69 e fu assunto per sviluppare i nuovi sistemi omnidirezionali Audiorama, magari in virtù di qualche studio particolare da lui portato a termine sulla misura delle emissioni polari. All'epoca si tenevano diversi corsi di aggiornamento in B&K per un utilizzo ottimale dei loro nuovi strumenti di misura e probabilmente egli fu uno dei partecipanti. Stiamo facendo ipotesi piuttosto campate per aria ma forse possiamo dire con un certo grado di probabilità che questo ingegnere fu attivo nella progettazione dei diffusori Grundig almeno fino al 1977 e che probabilmente venne in quell'anno affiancato (o rimpiazzato?) da un altro ingegnere di cui abbiamo una foto nel catalogo del 1978 (foto riportata qui di seguito). Anche il laboratorio pare rinnovato: la strumentazione è più moderna; solamente il tracciatore per i grafici pare il medesimo di prima. Sulla parete di sinistra sono appesi dei componenti di altoparlanti (si vedono magneti e, credo, degli spider), probabilmente forniti da terzisti e da selezionare per la produzione. Una disposizione così "didattica" dei componenti mi fa sospettare che fosse destinata al nuovo arrivato.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12789Messaggio myfisite
dom 20 set 2020, 22:21

Dalle foto, si può notare che Il laboratorio del 1973 ha in dotazione i famosi apparecchi di misura danesi Bruel & Kjaer e presenta la configurazione tipica per le misure polari. Si riconosce il generatore di segnali 1022, il preamplificatore microfonico 2606, l'analizzatore di spettro 2112, il registratore di livello 2305 e il set filtri a ottave e terzi di ottave 1614 (spero di avere azzeccato tutte le sigle dei modelli). Da notare che alcuni di questi apparecchi erano ancora valvolari e, nonostante questo, permisero di effettuare misure accuratissime sugli altoparlanti Grundig dei migliori diffusori della casa. Nel laboratorio del 1978 gli apparecchi valvolari furono completamente sostituiti dai modelli corrispondenti a transistor (si nota in primo piano il nuovo analizzatore di spettro 2010) e vennero aggiunti altri apparecchi e set di filtri per la misura della distorsione. Vediamo qui di seguito il modello 2112 valvolare (esterno e interno) e un estratto da un manuale B&K con la configurazione per le misure polari.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12800Messaggio myfisite
mer 23 set 2020, 17:39

Grundig produsse per molti anni diversa strumentazione di misura e, guardando alla destra del banco del laboratorio del 1974 si vede proprio un oscilloscopio della casa. Si tratta del modello W 2/13 che era già in catalogo dal 1964 e presenta ancora circuitazione valvolare, come si può vedere dalle specifiche pubblicate qui di seguito. Si tratta di un prodotto davvero longevo: è curioso che fosse ancora in uso in laboratorio a dieci anni dalla sua introduzione. Per chi fosse interessato agli apparecchi di misura Grundig aggiungo i link ai cataloghi del 1957, 1959 e 1964.

Catalogo Grundig strumenti di misura 1957: http://www.historische-messtechnik.de/d ... 16-001.pdf
Catalogo Grundig strumenti di misura 1959: http://www.historische-messtechnik.de/d ... 17-001.pdf
Catalogo Grundig strumenti di misura 1964: http://www.historische-messtechnik.de/d ... 22-017.pdf

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12802Messaggio Gianfranco
mer 23 set 2020, 17:50

Scommetto che manca proprio l'apparecchio misuratore di CCI... :lol:
Gianfranco

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12803Messaggio myfisite
mer 23 set 2020, 18:07

Gianfranco ha scritto:
mer 23 set 2020, 17:50
Scommetto che manca proprio l'apparecchio misuratore di CCI... :lol:
Un'altra curiosità è che nel ben più moderno laboratorio del 1978 troneggia sulla sinistra un ancor più vecchio voltmetro a valvole di produzione Grundig: il modello RV 55 del 1962 (sic!) che allora veniva venduto sul mercato anche con il marchio Sennheiser. A questo punto mi viene qualche sospetto. :lol:

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12816Messaggio myfisite
mer 30 set 2020, 22:11

Vorrei fare notare ancora una volta l'attenzione e la cura nella progettazione riservata anche ai prodotti più economici. Vediamo qui di seguito la risposta in frequenza del Box 203m, un due vie con cabinet in materiale plastico, che esibisce una risposta praticamente piatta (entro tolleranze strettissime) da 100 Hz fino a 5000 Hz.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12824Messaggio myfisite
mer 7 ott 2020, 22:17

Una particolarità che vediamo nei nuovi cabinet in plastica è costituita dai quattro spigoli laterali arrotondati. Potrebbe parere solo un vezzo estetico o costruttivo dovuto al nuovo tipo di materiale utilizzato ma in realtà si tratta di una vera e propria evoluzione tecnica che venne adottata successivamente anche nei modelli con cabinet in legno nonostante la maggiore difficoltà costruttiva e il conseguente aumento di costi. Prendiamo p.es. le Box 306 che abbiamo visto qualche post fa e nel giro di pochi anni diventano Box 306m con spigoli arrotondati. Curiosamente adottano dei woofer con sospensioni in foam (perciò deperibile nel tempo) invece che in gomma. Per la prima volta appare anche il particolare logo quadrato nero con puntino giallo "hifi Grundig" che sembra identificare un nuova generazione di prodotti di cui si vogliono sottolineare in particolar modo le prestazioni. Su questo catalogo del 1974 vengono caldamente consigliati ("Wir empfehlen ganz besonders") come top model alcuni modelli: 203m, 210, 306m.


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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12829Messaggio myfisite
gio 8 ott 2020, 21:57

Come abbiamo già detto, nel giro di pochi mesi alcuni modelli hanno una evoluzione quasi vertiginosa. I progettisti Grundig stanno evidentemente studiando in modo approfondito la reciproca influenza tra l'emissione degli altoparlanti (in particolare il tweeter) e la forma del cabinet, delle griglie e di tutti i dettagli che costituiscono un elemento prossimale di variazione acustica. A volte viene imboccata una strada e poi abbandonata dopo poco tempo per aver individuato una soluzione più efficace a un particolare problema di diffrazione che pare assillare in questo periodo il progettista. Sintomatica è l'evoluzione del Box 506 un due vie a sospensione pneumatica che, mantenendo esattamente gli stessi altoparlanti, volumi e filtro, viene proposto a distanza di pochi mesi con diverse versioni di cabinet e di soluzioni acustiche per il tweeter tanto che ne troviamo addirittura tre differenti versioni nello stesso catalogo del 1973, le Box 506, le Box 506H e le Box 506 Audioprisma, quest'ultime dotate di un particolare diffrattore a celle posto davanti al tweeter. Anche in questo caso, come con le già viste Box 306, tutti questi modelli lasciano spazio in breve tempo al nuovo cabinet con spigoli laterali arrotondati: le Box 506m che vediamo nell'ultima foto in basso.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12834Messaggio myfisite
sab 10 ott 2020, 22:05

L'evoluzione delle Box 306 e Box 506 non termina con la serie m che abbiamo visto qui sopra ma serba ancora un'ultima sorpresa. Gli ingegneri Grundig hanno ormai afferrato il bandolo della matassa e le soluzioni gli vengono quasi con naturalezza una dietro l'altra: pare che ormai abbiano chiaramente in mente dove e come operare e che maneggino con sicurezza tutte le problematiche connesse al controllo della risposta acustica in ambiente, alle interazioni localizzate in prossimità dell'emissione acustica, all'interfacciamento tra cabinet e altoparlanti e tra cabinet e crossover. Così nascono le Box 306 compact e le Box 506 compact dotate di volume di carico leggermente ridotto, il montaggio asimmetrico del tweeter (per le Box 506 compact), la griglia metallica tenuta ai bordi tramite una specie di mastice (invece che con il velcro) e molti altri piccoli dettagli come il fissaggio del magnete al tweeter, della basetta del crossover al cabinet, ecc. Al termine di questa rapida evoluzione, e anche grazie a questa rapida evoluzione, gli ingegneri Grundig, invece di essere soddisfatti, si accorgono che rimangono da risolvere alcuni piccoli problemi di linearità legati alla configurazione adottata. Per questo motivo, anche le Box 306 compact e le 506 compact cedono rapidamente il passo alla nuova generazione di diffusori Grundig che segneranno l'apice tecnico e ingegneristico di questa storia. Ma ne parleremo più avanti. Per ora occorre fare di nuovo qualche passo indietro.

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Messaggio: # 12837Messaggio myfisite
mar 13 ott 2020, 22:10

Occorre fare un piccolo passo indietro per sottolineare l'introduzione del medio a cupola che permette a Grundig di proporre nuovamente modelli a tre vie in grado di offrire maggiore estensione e pressioni sonore. Questi diffusori prendono appunto il nome di 703, 706 e 707 poiché possono gestire potenze dell'ordine di 70W secondo le indicazioni della casa. Vediamo qui di seguito le Audioprisma 706 cui si affiancano in rapida successione temporale le Box 706m con spigoli del cabinet arrotondati e infine le Box 706 compact con minore volume di carico. Notate come varia la posizione del tweeter in assenza del diffrattore a celle.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12842Messaggio myfisite
mer 14 ott 2020, 20:39

L'epopea delle Box 706 però non finisce così ma segna una ulteriore evoluzione ed affinamento dei nuovi altoparlanti che fanno una veloce comparsa nel modello 706b compact, un modello che rimane in produzione pochissimi mesi ma dove già si vedono pienamente realizzati tutti gli elementi dei tre vie successivi. Vorrei porre particolarmente l'attenzione allo spostamento del tweeter più vicino al woofer e a fianco del tweeter al fine di ottimizzare l'emissione polare, l'utilizzo delle nuove griglie metalliche fissate con il mastice con la "rifinitura" data dallo stemmino HiFi Grundig. Ed ora ecco le foto:

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Messaggio: # 12863Messaggio myfisite
sab 17 ott 2020, 22:45

Un altro aspetto che fece di Grundig un produttore con capacità di progettazione uniche nel panorama mondiale fu la capacità di sfornare tipologie di diffusori adatti non solo all'acustica di ambienti di ascolto con differente volumetria ma anche diffusori con proporzioni di cabinet specificamente disegnati in relazione al tipo di carico acustico offerto nelle più prossime vicinanze del diffusore. E questo per me è uno degli aspetti che più colpiscono della padronanza sulle molteplici variabili ambientali dimostrata dai progettisti Grundig in una vasta gamma di prodotti. Quindi non si trattò di una fortuita combinazione ma di una visione straordinariamente completa del complesso sistema costituito dalle interazioni tra diffusore e ambiente. Da qui nacque la suddivisione in famiglie di prodotti chiamate Flach-Box, Regal-Box, Kugel-Box, ognuna dedicata a una sua specifica applicazione. Inoltre diversi modelli aventi la stessa componentistica vennero anche proposti con cabinet proporzionalmente differenti per adattarli non solo e non tanto ad ambienti differenti ma soprattutto per posizionamenti differenti. Anche la linea Audioprisma mostra questo tipo di derivazione p.es. con le Box 503 e Box 506 che vediamo qui sotto in foto (ma anche le Box 703 e Box 706), due diffusori che montano gli stessi componenti in due cabinet calcolati per ambientazioni differenti, uno con cabinet sottile e largo, l'altro invece con proporzioni più tradizionali.

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Messaggio: # 12886Messaggio myfisite
gio 22 ott 2020, 22:38

Ormai la maturità progettuale dei diffusori Grundig aveva raggiunto un livello assoluto. Questo si evidenzia chiaramente nel catalogo a cavallo tra il 1975 e 1976 dove rimangono esclusivamente le soluzioni acustiche ritenute più avanzate. Il progettista ha imboccato una strada di cui vede chiaramente i risultati e rompe gli indugi: vengono eliminati in blocco tutti i modelli che presentano dei limiti se analizzati sulla base delle ultime scoperte. Nelle foto qui di seguito si vede come non mai nella storia Grundig che, a parte i diffusori sferici, la produzione di diffusori risulta del tutto uniforme e segue dei canoni prefissati. Scompaiono improvvisamente tutti i modelli Audioprisma con il loro diffrattore a celle, scompaiono tutti i cabinet con spigoli laterali ad angolo retto, scompaiono i frontali classici con lamelle di legno, scompaiono le griglie fissate con il feltro al cabinet, scompaiono i tweeter in posizione simmetrica centrale. Tutti i modelli paiono fatti "con lo stampino" (mi si passi il termine): i cabinet sono rigorosamente con gli spigoli arrotondati, woofer e tweeter (e midrange quando presente) sono ravvicinati, le griglie metalliche sono a buchini fitti e minuti, fissate ai bordi di una piccola cornice con del mastice e con il piccolo logo distintivo. La stessa formula acustica, evidentemente ritenuta vincente, viene applicata estensivamente a tutta la produzione.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12899Messaggio myfisite
ven 23 ott 2020, 21:11

Penso che siano molte le cose da ammirare e da studiare con attenzione nei diffusori Grundig. Una di queste sono le griglie frontali. Queste costituiscono un vero e proprio sistema acustico integrato funzionalmente con la loro cornice frontale. Per quanto mi riguarda, questo sistema anteriore costituisce un vero e proprio capolavoro che dimostra ancora una volta il livello incredibile di comprensione dei progettisti Grundig nei riguardi della globalità dei fenomeni coinvolti nell'emissione sonora dei diffusori. Mentre la maggior parte dei produttori del tempo (e odierni, quando le adottano) cercava di usare tele frontali il più possibile trasparenti e ininfluenti dal punto di vista acustico ecco che invece Grundig impiegava delle griglie metalliche traforate (poi anche accoppiate a una tela) tali da costituire una vera e propria resistenza acustica. E ancora, mentre diversi produttori cominciavano ad orientarsi verso cabinet con i bordi frontali arrotondati per ridurre, a loro dire, i fenomeni diffrattivi, ecco che al contrario i progettisti Grundig impiegano (in modo apparentemente controintuitivo) dei bordi frontali bene in evidenza con la griglia fissata lungo il perimetro con del mastice che permette sostanzialmente solo movimenti in fase lungo tutta la superficie. Non posso che nutrire un viva ammirazione per chi seppe elaborare scientemente certe soluzioni.

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Re: La radio Heinzelmann e altre storie

Messaggio: # 12900Messaggio M.Ambrosini
ven 23 ott 2020, 21:25

myfisite ha scritto:
ven 23 ott 2020, 21:11
Non posso che nutrire un viva ammirazione per chi seppe elaborare scientemente certe soluzioni.
Idem.
Complimenti Marco per il grande resoconto storico/analitico che stai facendo in questo post...molto bello ed interessante.
Massimo

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