400 ore

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M.Ambrosini
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400 ore

Messaggio: # 15694Messaggio M.Ambrosini
sab 9 ott 2021, 10:01

Leggendo un recente articolo su una rivista sono rimasto costernato di fronte al consiglio di effettuare 400 ore di rodaggio per arrivare ad ascoltare le migliori qualità di un’unità di conversione!
Ora un costruttore che avanza la necessità di 400 ore di rodaggio prima di far giudicare il suono del proprio apparecchio (dal costo di 10000 euro) praticamente si para da qualunque critica per almeno un anno dalla vendita dell’oggetto!
Notevole l’inventiva umana eh ?
Mi ritorna in mente la maglietta bianca con la fascia nera obliqua che il genio campano invento all’indomani dell’obbligo delle cinture di sicurezza in auto (tanti tanti anni fa)...ricordate?
Del resto ogni difficoltà aguzza l’ingegno al fine di trovare un escamotage.

Chi non è più giovanissimo rammenterà senz’altro che il “rodaggio” era cosa usuale nel motore delle auto degli anni 60-70 quando le lavorazioni ancora comportavano piccole imprecisioni, poi in epoca CAD tali imprecisioni sono andate via via a ridursi fino a termini tali che nessun costruttore ad oggi cita più il rodaggio nelle auto. E non lo cita, badate bene, pur a fronte di parti in movimento, soggette quindi potenzialmente ad usura!

In campo audio questo termine deve aver “illuminato” molti per cui, ad iniziare da una ventina di anni fa circa ha iniziato ad essere utilizzato in questo settore, prima sugli altoparlanti e poi lentamente su tutto il resto cavi compresi!
E’ un’escamotage comodissimo se un impianto ha un rendimento pessimo...si tira fuori il “rodaggio” così se ne giustificano le prestazioni.
Comprensibile e sensibile è la differenza su un apparecchio valvolare in cui effettivamente le valvole nuove hanno caratteristiche fisiche anche visibilmente diverse da quelle usate ma...non andiamo oltre per cortesia e per decenza.

Chi vi scrive sente la differenza sul suono di un impianto stereofonico nel caso in cui due cavi si tocchino o tocchino il pavimento, sente la differenza del verso di un fusibile o del verso della spina 220V, percepisce addirittura la presenza della polvere sugli apparecchi (un sottile velo ho riscontrato essere migliorativo sul suono...ve ne accorgete solo nel momento in cui date la polvere :) ), ........ma non ho mai percepito la differenza del “rodaggio” di un cavo o di un’elettronica a stato solido e solo in modo assolutamente minimo (uccidetemi pure) di una cassa acustica.
Tutti gli impianti “in fase di rodaggio” che ho ascoltato con sonorità carente hanno continuato a mostrare gli stessi limiti dopo il rodaggio...del resto non si comprende quali caratteristiche fisiche dovrebbero cambiare in un apparecchio in cui nulla si muove ed in cui i componenti sono correttamente dimensionati per il loro uso.
Perché avvenga un cambiamento sul suono DEVE esserci un cambiamento fisico nei materiali impiegati: una guaina in gomma di un cavo può cambiare con l’esposizione a fonti intense di calore o in svariati anni le sue caratteristiche di elasticità (ma può anche non farlo...), il rame se scoperto si ossida col tempo ma questo col “rodaggio” non c’entra nulla. Giusto le sospensioni di un diffusore nuovo vengono a slegarsi (e quindi ad abbassare un poco la loro risonanza) con l’uso ma...state certi che se un diffusore “non suonava” prima continuerà a “non suonare” dopo...

C’è una cosa però che cambia molto, moltissimo col rodaggio: le volpi banchettano molto meglio in presenza del medesimo!
Massimo

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